La Politica Agricola Comunitaria è stata radicalmente riformata nel 2003.
Con l'approvazione del Regolamento 1782 del 26 giugno 2003, Il Consiglio dei Ministri dell’agricoltura dell’Unione Europea ha avviato la riforma della PAC, che rivoluziona le modalità di sostegno dell’intero settore.
Gli elementi chiave della riforma sono il disaccoppiamento tra aiuti e produzione (la restituzione della facoltà imprenditoriale all’imprenditore agricolo), la modulazione (taglio % e annuale degli aiuti del primo pilastro per alimentare il secondo pilastro,lo sviluppo rurale), la condizionalità (impegno dei beneficiari a rispettare obblighi ambientali, sanitari, di benessere animali).
La strategia europea sulla cross-compliance (condizionalità) è la risposta alle sempre più pervasiva e pressante domanda di sostenibilità espressa dalla società europea e mondiale nel caso agricolo relativamente ai campi della tutela dell’ambiente, della sicurezza e sanità degli alimenti, del benessere degli animali.
Tale scelta consente di leggittimare il sostegno comunitario ad una agricoltura “sostenibile” perseguita però ed implementata con atteggiamenti equilibrati e adeguati.
Con l’applicazione della "condizionalità" pertanto viene confermato il sostegno al settore agricolo ma solo a condizione che questo si dimostri attento alle tematiche ambientali ed all’esigenza di difendere il territorio.
Con la riforma 2003 la condizionalità diventa ‘obbligatoria’ per tutti i beneficiari di aiuti diretti comunitari, non solo del pagamento unico.
Le norme comunitarie vengono rese più esplicite, ne vengono potenziati i controlli e vengono introdotte le sanzioni collegate al premio disaccoppiato come ulteriore leva per la loro applicazione.
Condizionalità e aiuti diretti sono strettamente legati. Ciò è vero in particolare per il premio unico disaccoppiato dato che il rispetto della condizionalità è ormai l’unico requisito per percepire il pagamento integrale del contributo.
L’applicazione della condizionalità partita il 1 gennaio 2005 è stata orientata nei primi due anni di applicazione soprattutto a far conoscere i provvedimenti agli operatori.
La condizionalità è una delle attività che sono considerate nell’ambito delle azioni di consulenza prevista nei prossimi Programmi di sviluppo rurale.
L’obiettivo strategico europeo è quello di aiutare gli agricoltori a diventare sempre più consapevoli dei dei processi aziendali che hanno implicazioni con ambiente, sicurezza alimentare, salute e benessere degli animali e delle piante.
La condizionalità il cui panorama applicativo si dovrebbe chiudere quest’anno è stata implementata a tappe annuali, in parte imposte dal calendario comunitario stabilito dall’allegato III del regolamento 1782/03 e in parte a causa dell’aggiornamento delle norme applicative nazionali e regionali di alcune delle 19 norme comunitarie.
Strumenti di orientamento e di sensibilizzazione sono l'autovalutazione della conformità aziendale alla condizionalità e il sistema di consulenza aziendale che gli stati membri hanno avviato per accompagnare l’agricoltura alla transizione verso il mercato e che sarà costituito da soggetti accreditati presso Regione, che potranno svolgere consulenza se rispondono a certi requisiti.
Sarà l’impresa però a scegliere e a sua volta godrà di un rimborso sulla relativa misura dello sviluppo rurale.
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