Principi generali
Le tecniche colturali previste nell'ambito dei sistemi di produzione biologica devono consentire l'ottenimento di prodotti in quantità adeguata e di elevata qualità nel rispetto degli equilibri biologici degli agroecosistemi che permettono di utilizzare nel miglior modo possibile e sostenibile le risorse naturali.
I sistemi di agricoltura biologica sono basati sulla gestione della suolo e sulla tutela dell’ecosistema e al fine di promuovere il ciclo dei nutrienti.
La biodiversità dell’agroecositema e delle produzioni vegetali deve essere assicurata da requisiti minimi di rotazione e/o varietà delle coltivazioni, alternando colture diversificate e versatili e prevedendo una appropriata copertura del terreno.
Sono vietate le tecniche fuori suolo, ad eccezione della coltivazione di piantine destinate al trapianto in contenitori con terriccio biologico.
Il mantenimento della fertilità del suolo e la sua conservazione, con particolare attenzione a prevenire qualsiasi fenomeno erosivo, rappresentano i presupposti fondamentali per l'applicazione del metodo biologico e l'ottenimento di prodotti conseguenti.
Diversità delle colture. Rotazione ed Avvicendamento
L’azienda deve adottare un piano di rotazione che preveda l'alternanza sullo stesso terreno di colture caratterizzate da tecniche di coltivazione, esigenze nutritive e fitopatologiche differenti, con diversa interazione con il terreno e tipologia di residui colturali.
E’ vietata la monosuccessione.
Le rotazioni devono permettere di mantenere ed incrementare la fertilità del suolo ed il contenuto di sostanza organica attraverso:
- la riduzione della perdita dei nutrienti del suolo,
- la gestione delle specie infestanti, degli insetti e delle patologie,
- la pratica del sovescio
- la massima copertura vegetale nel tempo del terreno,
- la tutela delle falde acquifere
- l’arricchimento della microfauna e microflora del terreno.
L’avvicendamento deve prevedere colture appartenenti a specie e famiglie diverse al fine di favorire un maggior grado di biodiversità, stagionalità e capacità di copertura del suolo.
Nell’attuazione del piano di successione si deve garantire l’inserimento di almeno una coltura eguminose annuale o poliennale a seguire e/o a precedere una coltura depauperante al fine di equilibrare il bilancio dell’azoto e renderlo disponibile per le colture.
L’Organismo di Controllo e Certificazione può autorizzare il ripetersi di una coltura sullo stesso appezzamento per non più due anni consecutivi, qualora tale pratica agronomica non comprometta la fertilità intrinseca del suolo ed in considerazione del tipo di terreno e/o di precessione colturale che caratterizza l’appezzamento in cui si intende effettuare tale pratica.
E’ consigliata le “leguminose” nei cereali.
Le colture orticole specializzate possono essere ripetute nello stesso anno sulla medesima superficie al massimo per tre cicli consecutivi e successivamente intervallate per almeno un ciclo da una specie diversa a condizione che vi sia la presenza di una eguminose e/o di un cereale (da raccolta o da sovescio) ogni due anni.
Nel caso di colture arboree, qualora non si attui un inerbimento perenne, i criteri della rotazione si applicano alla gestione dell’interfilare (es. semina di miscugli, inerbimento seguito da lavorazioni superficiali e sovesci ecc.).
Sono consigliate le consociazioni, intese come la coltivazione contemporanea sul medesimo appezzamento di più specie o varietà.
Irrigazione
L'acqua rappresenta un importante ed indispensabile fattore di crescita per le piante e nello stesso tempo una risorsa ambientale limitata da salvaguardare sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
I metodi irrigui utilizzati devono evitare qualsiasi effetto negativo sulla coltura e sulla struttura del suolo sia per la qualità delle acque utilizzate, per le modalità di somministrazione e per gli effetti negativi causati dal ruscellamento superficiale.
E’ consigliato l’impiego di impianti a bassa pressione che non provocano effetto battente, né compattano il terreno con un conseguente minore ruscellamento superficiale ed una maggiore efficienza della stessa che può più facilmente infiltrare; ciò consente di ridurre le quantità d'acqua necessarie in virtù della riduzione delle perdite.
Sono consigliati metodi a microportata (goccia, spray, spruzzo, ecc.) che consentono un risparmio d'acqua.
Sono ammessi materiali di costruzione degli impianti d'irrigazione in materiale plastico. In questo caso vige l'obbligo di recuperare tutto il materiale per un suo riutilizzo o per essere inviato ad un centro di riciclaggio autorizzato.
E’ vietato l’utilizzo del PVC.
Le acque utilizzate per l’irrigazione devono essere conformi a quanto previsto dalla normativa vigente e non deve contenere inquinanti e contaminanti che potrebbero mettere a repentaglio l'integrità dei prodotti biologici.
L'Organismo di Controllo e Certificazione può predisporre controlli analitici per verificare l'idoneità qualitativa dell'acqua destinata all'irrigazione, relativamente alla presenza di contaminanti e di sali minerali che potrebbero influire sul profilo del suolo e sul livello della sua salinità.
L’ammissibilità dell’utilizzo di acque reflue è subordinato ad una verifica analitica delle stesse che ne verifichi la qualità in termini di contenuto in metalli pesanti e altri inquinanti.
Gestione del suolo e sua conservazione
Per il mantenimento della fertilità del suolo e la sua conservazione sono consigliati i seguenti interventi e/o accorgimenti :
È vietato ricorrere alla bruciatura delle stoppie, dei residui colturali e/o colture da biomassa, aree boscate e altro materiale vegetale ad eccezione delle misure di profilassi e cura sanitaria che comportano la bruciatura delle parti vegetali colpite da patogeni per i quali sono in vigore misure di "lotta obbligatoria". In questa circostanza la bruciatura deve avvenire in zone circoscritte ed in conformità alle norme vigenti in materia.
Al fine di preservare il suolo da possibili contaminazioni si possono apportare solo ed esclusivamente prodotti elencati negli allegati delle presenti norme.
Le lavorazioni devono creare e/o mantenere le migliori condizioni di crescita per le piante coltivate, devono consentire di incorporare al suolo i residui organici di origine vegetale ed animale, permettere la conservazione della sostanza organica e controllare lo sviluppo delle infestanti.
La scelta delle lavorazioni e degli attrezzi necessari deve essere fatta in ordine ai seguenti obiettivi:
Nella lavorazione del terreno è consigliato:
Pacciamatura
Per la pacciamatura è consigliato l’utilizzo di residui vegetali e/o altri materiali naturali.
E' ammesso l'uso di materiali sintetici quali PET ed EVA con obbligo di recupero integrale e possibile riciclo.
Sono ammessi materiali basati sulla cellulosa purché non contenenti sostanze non ammesse dalle presenti norme.
E’ vietato l'uso di film plastici a base di PVC, la bruciatura di qualsiasi altro materiale plastico utilizzato e la loro incorporazione nel terreno anche solo parziale.
Colture protette
Fatto salvo il rispetto delle tecniche colturali fin qui esaminate, per questa tipologia di colture si raccomanda che il materiale d'origine sintetica utilizzato venga recuperato al termine della coltivazione per essere riutilizzato o destinato al riciclaggio in centri autorizzati.
Sono ammessi mezzi di semiforzatura per produzioni anticipate o ritardate a condizione che:
E’ ammesso il doppio strato isolante esclusivamente per la produzione di piantine da trapianto.
Tutti i materiali mobili e/o semifissi devono essere allontanati dagli appezzamenti alla fine del ciclo produttivo riutilizzati o, se possibile, riciclati.
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